Seminare e raccogliere nella vita reale

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Seminare e raccogliere nella vita reale

Messaggio Da Elowen il Ven 27 Lug 2012, 13:20

Ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro.
Lavoravo da circa 5 anni come architetto-impiegata-segretaria-ragioniera-tuttofare da un architetto con il quale avevo cominciato a lavorare nel lontano 2002 fresca laureata.

Non saprei dirvi perchè vi comunico questa cosa, forse siete più o meno della mia età, ci sono molte donne e mamme, sicuramente siete delle persone piacevoli con cui scambiare due chiacchiere.

Abito in provincia di Napoli, non ho mai voluto "emigrare", forse per mancanza di coraggio, per motivi economici, non saprei... Volevo rimanere qui, vicino alla mia famiglia alle cose che conosco..... con tutto il negativo che questa scelta ha comportato, compreso il luogo dove cresceranno i miei bambini...
Dopo la nascita del secondo figlio, gli chiese di lavorare part-time, non reggevo più a stare una giornata fuori casa, tornare alle sette di sera, badare alla casa, dare retta ai bambini, preparare la cena, e tutto il resto.

Mi sono sempre sentita nella situazione di dover ringraziare qualcuno per avermi dato la possibilità di lavorare, come se il mio lavoro non fosse niente di fronte all'opportunità di avere un posto, che alle dipendenze di un privato non è mai cosa certa. E questa credo che sia la sensazione che molti hanno al Sud. E' complicato e lungo da spiegare, alle spalle ci sono 10 anni di rapporto lavorativo ed umano, così come è complicato e lungo spiegare tutta la situazione che c'è dietro al licenziamento.

Licenziamento che, per mia scelta, ora voglio, perchè dopo l'ennesimo tentativo, visto l'imminente salasso di 620 euro dell'assicurazione della macchina, gli ho chiesto di pagarmi lo stipendio di marzo. Ripeto la situazione è molto più complessa di quello che appare dalle mie parole. Lui se ne esce con una frase tipo che non può sopportare lo stress di pagare fisso una persona al mese, quando poi ci sono altri che lavorano la giornata intera e sono pagati quando e come decide, se lo decide, lo studio professionale.

Ok, capisco, c'è la crisi mondiale, i clienti non pagano, sei stressato, hai anche un'altra attività con diversi operai, la cosa è complicata. Ma io proprio non rientro mai nella lista delle persone che lavorano e quindi devono essere pagate? Sono sempre la ruota di scorta... Ops sono finiti i soldi, la settimana prossima mi fanno un bonifico, ti dispiace aspettare ancora un pò?

Forse avrei dovuto accorgermi prima che le cose non andavano bene, sono stata un'ingenua a fidarmi, credendo che le persone possano capire le difficoltà e venirti incontro, un pò come facevo io quando lui mi diceva "mi puoi aspettare un altro pò per lo stipendio? non riesco proprio questo mese" e cosi i mesi diventavano, 2 poi 3 e siamo arrivati a 5.

Non è la prima volta che succede, ora mio marito, non ne vuole sapere più niente, lo ha chiamato, hanno fatto i conti ed ora devo solo firmare il licenziamento con quello che mi spetta.

Il mio rammarico è che mi sento come (non so neanche dire chi) qualcuno la cui vita non è più nelle sue mani, da un lato, il mio datore di lavoro ha deciso di non pagarmi sistematicamente innescando nervosismi a casa, dall'altra mio marito ha voluto chiudere la faccenda, senza possibilità di appello, sicuramente per il mio bene, ma l'ha chiusa e basta.

Vabbè, scusatemi lo sfogo, forse avevo solo bisogno di mettere nero su bianco i miei pensieri...

Elowen

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Re: Seminare e raccogliere nella vita reale

Messaggio Da anmalu il Ven 27 Lug 2012, 15:23

Ciao, mi spiace tanto per l'accaduto. Devo però dire che, facendo riferimento esclusivamente a ciò che scrivi, un datore di lavoro come quello meglio perderlo che trovarlo. Capisco la crisi, ma lasciare un dipendente 5 mesi senza stipendio, a meno che la cosa sia più che motivata ed evidentemente sofferta, denota una grande mancanza di serietà (il datore di lavoro di mio marito, sempre causa crisi, ha chiesto un finanziamento in banca per poter pagare gli stipendi).
Per quanto riguarda tuo marito, probabilmente vuole solo proteggerti, prendersi cura di te e metterti al riparo da questa situazione (sono uomini, vogliono il peso del mondo sulle spalle esp18 Ad esempio mio marito super preoccupato per la crisi, è in ansia perchè ha paura di non poter più provvedere alla sua famiglia, come se io non lavorassi...) poi magari il modo non è stato il migliore, ma premiamo la buona volontà ( altrimenti a questi poveri uomini non rimane più nulla esp17 ).
Poi io non conosco la vostra situazione per cui tutto questo "parlare" lascia proprio il tempo che trova. Se posso darti un consiglio (il solito che serve a scoprire l'acqua calda) prendi il meglio da questa situazione: tra l'altro, il momentaneo aumento di tempo da trascorrere con i tuoi bimbi e la possibilità di un nuovo inizio (che può fare un po' paura, ma è sempre una bella cosa).
Un grande abbraccio
Lucia

anmalu

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Re: Seminare e raccogliere nella vita reale

Messaggio Da Elowen il Ven 27 Lug 2012, 17:42

Il problema forse sta alla base del mio titolo di studio, un'attività professionale indipendente, che per un motivo o per l'altro non ho mai svolto.
Allora, almeno qui da noi succede così, ci si appoggia a qualche studio professionale, dove se sei fortunata, lavorando gratis, ti insegnano adeguatamente la professione che l'università non ha fatto.

Per cui è come se fossero "loro" ad aiutare te: tu impari le procedure e tutto quello che concerne la professione, poi dopo qualche anno, 2-3, a seconda delle persone, visto che non si ottiene un ragno dal buco, il piccolotto prende il volo e si mette in proprio.

Nel gruppo di persone che lavorano per lui, è un imprenditore architetto in sostanza, io ero quella che produceva di meno in termini di denaro, in quanto l'attività professionale, almeno nel mio caso, è stata meno remunerativa per lui di quella di un suo operaio specializzato.
In più ci aggiungerei, anche se ci saranno centinaia di casi che affermano il contrario, io sono donna con l'aggravante dei figli, il che comporta orari limitati, difficoltà nel trattenersi al lavoro, assenze, e tutto quello che anche voi conoscete in quanto donne-madri che lavorano. (mi scuso se mi rivolgo in special modo alle signore, ma credo che possano capire meglio il mio punto di vista, chiaramente anche i signori sono invitati emoticow07 )

Non ho avuto il coraggio di prendere il volo, ecco, questo si, in quanto donna ho avvertito difficoltà a competere con uomini (anche se non è detto che avrei perso) ed in seguito al matrimonio ed ai figli ancora meno pronta a volare.

Elowen

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Re: Seminare e raccogliere nella vita reale

Messaggio Da SevenSeas il Ven 27 Lug 2012, 21:37

Io non credo che ti sia mancato il coraggio, semplicemente ha guardato la realtà in modo disincantato e consapevole e hai intuito le difficoltà che avresti potuto incontrare volando da sola. Poi forse per te le priorità erano altre e hai scelto la strada "più sicura", quella che ti avrebbe permesso di mettere al primo posto la famiglia.
In questo periodo è davvero dura per tutti, ma per noi donne soprattutto. Io non sono una che pensa solo al lavoro e che crede che le gravidanze rovinino la silhouette, però per motivi di salute non posso avere figli e ti giuro, se fosse fattibile me lo scriverei a lettere cubitali sul curriculum, con tanto di certificato medico allegato, pur di convincere il bastardo che mi fa il colloquio che non andrò in maternità appena firmato il contratto!
E' una persecuzione. Lo so, anche per i ragazzi è difficile trovare lavoro e anche non perderlo, però le donne pagano doppio. C'è un terrore sacro dei bambini che ci distraggono, dei part-time, dei permessi perchè il pargolo è malato, degli orari non flessibili.
Ci fanno sentire delle handicappate, ma non è vero! Non siamo "meno remunerative"!!! Forse non avrai "prodotto denaro" come un operaio specializzato, ma scommetto quello che vuoi che se l'operaio in questione avesse dovuto interrompere quello che stava facendo per rispondere al telefono ogni 5 minuti, avrebbe prodotto molto meno anche lui!!
Perchè una donna che vuole lavorare deve essere guardata come "quella che tra un mese va in maternità" o "quella che poi è in ferie un giorno sì e uno no perchè il bambino ha la febbre"?
Perchè noi non siamo mai possibili risorse ma probabili pesi?
E poi, se tu fossi stata un omone di 90kg per 187 cm di altezza, siamo proprio sicuri sicuri che avresti aspettato lo stipendio per 5 mesi? io punterei sul "no", non so voi.
Concordo con anmalu quando dice che tuo marito ha cercato di proteggerti, anche se ha preso decisioni al posto tuo, probabilmente non vuole più vederti arrabbiata, nervosa e stressata per colpa dei soldi che non arrivano, e ha pensato di poterti aiutare facendo come ha fatto.
Non abbatterti, la tua vita è tua e tu riuscirai a gestirla, devi solo trovare l'occasione giusta. Hai pensato che questo potrebbe essere un buon inizio? Sei stata catapultata a forza fuori da una situazione stagnante, di cui forse non avresti avuto il coraggio di liberarti da sola. Ora, cosa potresti fare col tuo tempo? Cosa ti piace? Puoi scegliere, perchè ora sei libera. Cucina? Fotografia? Arte? Danza? Sei un architetto, perchè non scrivere un blog sull'argomento? E' un passatempo gratuito e gratificante, la rete ne offre un sacco, e non sto parlando di Farmerama Smile
Un grande abbraccio anche da parte mia!
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